ADERISCI ADESSO al PARTITO COMUNISTA dei LAVORATORI

martedì 24 giugno 2008

Roma, 24 giu. - (Adnkronos) - La Procura della Repubblica di Roma e gli investigatori della Squadra Mobile starebbero prendendo in considerazione, nell'ambito della nuova indagine sulla scomparsa di Emanuela Orlandi avvenuta il 22 giugno del 1983, il suggerimento dato nel 2006 da uno sconosciuto che telefono' alla trasmissione 'Chi l'ha visto', e cioe' di ispezionare la tomba del boss della banda della Magliana Enrico De Pedis, detto 'Renatino'. Il nome di De Pedis e' tornato in evidenza dopo le dichiarazioni fatte da Sabrina Minardi, la nuova super testimone della vicenda, la quale ha sostenuto che fu lui, su mandato del cardinale Marcinkus, a sequestrare la Orlandi e ad ucciderla gettando poi il cadavere in una betoniera.
Marcinkus riusci a salvarsi dalla galera grazie solo alla sua posizione di numero due del Vaticano , implicato e artefice di vari scandali e omicidi.Non si direbbe proprio uno Stinco di Santo!
Ps. si commenta in vaticano che tra i sigari e il buon whiskey non si faceva mancare giovani accompagnatrici!

domenica 22 giugno 2008

CGIL : SALARI PERDONO 1.000 EURO

"un salario di 25 mila euro perde 1.000 euro nel biennio, se poi per il terzo anno si continua così, si raggiunge una cifra vicina ai 1.500 euro"
Il Prezzo del petrolio , potrà raggiungere i 250 dollari al barile entro giungo 2009, sempre entro l'estate prossima , un litro di benzina potrà aggirarsi attorno a euro 2,50 a litro.

L'ITALIA STA CORRENDO E SEMPRE PIU A PASSO SOSTENUTO VERSO UN PUNTO DI NON RITORNO

Le famiglie continuano a contrarre prestiti a tassi , impercettibilmente distanti dalla soglia dell'usura, per l'acquisto di beni di prima necessità, sempre che la jella non faccia incombere sui bilanci familiari , (facendo i dovuti scongiuri per tutti!) spese mediche o legali, che inducono milioni di famiglie al cosiddetto Crack nel Bilancio Familiare.
In tutto questo contesto, fatto di stenti economici e di incertezze , sul piano contrattuale del lavoro tutto, Il Governo Berlusconi , dopo varie bocciatture da parte della Camera, riesce a far pagare agli italiani 300 milioni di euro , destinati agli stipendi dei dirigenti di alitalia.

Ustica, Procura Roma riapre indagine


Roma, 21 giu. - (Adnkronos) - Dopo 28 anni la Procura di Roma ha riaperto l'indagine sulla strage di Ustica. A darne notizia e' stato il Tg3 spiegando che la riapertura e' avvenuta dopo le dichiarazioni del presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga.
Per Cossiga ad abbattere il DC 9 dell'Itavia il 27 giugno 1980 sarebbe stato un missile 'a risonanza lanciato da un aereo della Marina militare francese.

COSSIGA SAPEVA E HA TACIUTO. VERGOGNA MISERABILE !

mercoledì 18 giugno 2008

Novità nell'ambito dell'inchiesta Mafia-Massoneria

E' stata perquisita dagli investigatori la sede del circolo del buon governo di Marcello Dell'Utri, di Orvieto, fondata da Rodolfo Grancini, faccendiere umbro finito in manette nell'ambito dell'indagine sull'organizzazione criminale che avrebbe tentato di ritardare la trattazione di alcuni processi, alcuni a carico delle cosche agrigentine e trapanesi, pendenti davanti alla II sezione della Cassazione. Gli inquirenti hanno sequestrato computer e documenti ritenuti 'molto interessanti' ai fini dell'inchiesta. Dall'indagine e' emerso che il circolo, ufficialmente chiuso da un anno, sarebbe stato, invece, in piena attivita'. All'associazione erano iscritte centinaia di persone di tutta Italia. Insieme aGrancini, che sara' interrogato domani a Roma, sono state arrestate altre 7 persone, tra le quali un addetto alla cancelleria della Cassazione, una poliziotta in servizio alla Direziona anticrimine e un ginecologo palermitano. I magistrati della Dda di Palermo che coordinano l'indagine hanno contestato agli indagati, a vario titolo, i reati di concorso esterno in associazione mafiosa, corruzione in atti giudiziari, peculato, accesso abusivo in sistemi giudiziari e rivelazione di segreti d'ufficio.
Il Compagno Fabio

martedì 17 giugno 2008

MAFIA: BOSS E MASSONERIA INSIEME PER RITARDARE PROCESSI, OTTO ARRESTI

Palermo, 17 giu. - (Adnkronos) - Boss e massoneria insieme, in una sorta di joint venture, per riuscire a ritardare l'iter giudiziario di alcuni processi di mafia tra Agrigento e Trapani. Ma adesso l'organizzazione e' stata scoperta e arrestata. In carcere sono finite, all'alba di oggi, otto persone fermate in diverse citta'. L'accusa e' di concorso esterno in associazione mafiosa, corruzione in atti giudiziari, peculato, accesso abusivo in sistemi informatici giudiziari e rivelazione di segreti d'ufficio. I provvedimenti sono stati emessi dal gip del tribunale di Palermo, Roberto Conti, su richiesta del Procuratore Francesco Messineo, dell'aggiunto Roberto Scarpinato e del pm della Dda, Paolo Guido. Dopo mille denunce in piazza ecco la cerità tendente ad affiorare, cio che ancora di buono c'è in Italia ( la Magistratura) sta per essere emssa al bavaglio da berlusconi e i suoi Capi.

domenica 15 giugno 2008

Lettera del Compagno Fabio da Perugia

Attesa da vent'anni, è di quelle che ti fanno riappacificare con la giustizia: «Gli assassini di Mauro Rostagno saranno chiamati a difendersi nei prossimi mesi di fronte alla Corte di Assise di Trapani». A rivelarlo è Enrico Deaglio con un'ampia inchiesta pubblicata sull'ultimo numero di Diario, numero da oggi in edicola.Il merito va ad Antonio Igroia, il magistrato palermitano che non ha mai mollato la presa e, dopo dodici anni di inchiesta, ha chiesto il rinvio a giudizio per Vincenzo Virga organizzatore dell'agguato al giornalista torinese che, pare, fu commissionato da Totò Riina in persona.Sembra proprio che questa volta il Pm Ingroia, abbia una prova definitiva, «una prova decisiva» grazie alla quale si farà finalmente luce su una vicenda caratterizzata da depistaggi, veleni e manovre oscure. Una vicenda simbolo di quella fitta rete di misteri che caratterizza il nostro Paese.Ma andiamo con ordine, partiamo da quel 26 settembre del 1988, la notte in cui Mauro Rostagno fu assassinato con quattro colpi di fucile calibro 12 e due colpi di pistola calibro 38 special.Da quel giorno in poi l'indagine si mosse in tutte le direzione tranne che in quella del delitto di mafia. Tranne che nel sentiero oscuro e insanguinato di Cosa nostra. Del resto Rostagno era diventato un vero "rompicoglioni.Si era messo in testa di fare il giornalista e lo fece come una missione: «Ho scelto di non fare televisione seduto dietro a una scrivania - scriveva al suo vecchio compagno Renato Curcio - ma in mezzo alla gente, con un microfono in pugno mentre i fatti succedono». E fu quel suo vizio, il vizio di spulciare tra le pieghe di quella Sicilia martoriata dalla mafia, la sua condanna a morte.La storia di Rostagno è nota, e nel suo lungo articolo Enrico Deaglio la ripercorre tutta. Mauro Rostagno, finito il suo tormentato pellegrinaggio intellettuale e spirituale - dalla facoltà di Sociologia di Trento al viaggio in India - nel 1987 approda in Sicilia dove fonda la comunità Saman per tossicodipendenti e alcolisti.Insieme a lui Chicca Roveri, sua moglie, e quel Francesco Cardella che aveva conosciuto in India.
«In quello stesso anno - racconta ancora Deaglio - Mauro entra per la prima volta negli studi televisivi di Rtc, una piccola emittente privata». Nel giro di un anno diventa il personaggio televisivo più noto in città.Questa la giornata tipo del Rostagno giornalista: «Otto di mattina, lettura dei giornali; poi primo giro con le telecamere: si fa il giro per raccontare i cumuli dei rifiuti che non vengono raccolti. Si da notizia delle denunce dei cittadini e delle inchieste: dalla scoperta delle logge massoniche, alle malversazioni amministrative.Infine si intervistano i magistrati più impegnati, per esempio Paolo Borsellino, procuratore di Marsala».
Una presa diretta su Trapani che infastidiva, faceva schiumare rabbia a tutti coloro che agivano nell'ombra e che non avevano certo bisogno di una telecamera sguinzagliata tra le procure e tra i vicoli più bui della città.Quarchi vota ch'attapanu 'u musu», prima o poi gli tappano la bocca, ripetevano consapevoli i più avvertiti.
Nel 1988 arriva il giorno dello scoop: con una piccola telecamera si piazza dietro le piste di decollo e atterraggio di Kinisia (ex aeroporto militare poco lontano da Marsala). «Alla luce del tramonto - racconta Deaglio - filma un C130 dell'Aeronautica italiana che scarica casse di medicinali e carica casse di armi dirette in Somalia. E' convinto di aver raggiunto un grande tassello all'ipotesi che da Trapani mafia e servizi segreti gestiscano un traffico di armi e droga». Va a Palermo per informare Giovanni Falcone e cerca contatti anche con il Pci. Sa bene che quella che ha in mano è roba che scotta.In quei giorni Angelo Siino, fiduciario di Cosa Nostra, sa già che contro Rostagno c'è una condanna a morte. E allora va dal proprietario della Tv consigliandogli di farlo smettere: "Ho cercato di non farlo uccidere", confiderà in seguito a un magistrato.«Alla fine cosa nostra - continua Deaglio nel suo lungo articolo inchiesta - commissiona l'omicidio di Rostagno al capomafia di Trapani Vincenzo Virga. La data prescelta è il 26 settembre. Alle 21 è già buio e ancora più buio è il tratto di strada sterrata che Rostagno deve percorrere alla guida della sua Fiat Duna.Accanto a lui c'è Monica Serra una ragazza della comunità che lavora con lui a Rtc. Nel frattempo un tecnico Enel, Vincenzo Mastrantonio, che di secondo lavoro svolge l'attività di autista del capomafia Virga, ha provveduto a spegnere l'illuminazione della zona».E' il momento dell'agguato: una Fiat Uno tampona l'automobile di Rostagno. I killer iniziano a sparare. Rostagno è colpito da otto colpi in testa e alla schiena. All'obitorio di Trapani, dove giace il cadavere martoriato, i carabinieri diffondono la notizia che in macchina Mauro aveva un rotolo di dollari e due siringhe di eroina.Di certo c'è solo che qualche tempo dopo Vincenzo Mastrantonio viene trovato cadavere nelle campagne di Lenzi. «Parlava troppo». Nel 1996 accade quello che nessuno si aspettava: «Il procuratore di Trapani Gianfranco Garofalo convoca, gioisco e spavaldo una conferenza stampa per annunciare la soluzione del "caso Rostagno". Il delitto, secondo la sua inchiesta, è maturato dentro la comunità Saman per gelosie, adulteri, traffico di droga e ammanchi finanziari».Quindi manda in galera la moglie Chicca Roveri, accusata di essere l'organizzatrice del delitto, e Monica Serra, la ragazza scampata all'agguato sarebbe infatti una complice. Poi l'annuncio finale: «Bisognava capirlo dall'inizio - dichiara il procuratore Garofalo - Si doveva poter escludere il coinvolgimento di Cosa nostra che del delitto non voleva e soprattutto non doveva essere gratuitamente incolpata».Le ipotesi del Pm crollano però in breve tempo. Nel frattempo pentiti affidabili e di primo piano, tra questi un "certo" Giovanni Brusca, attribuiscono alla mafia l'organizzazione del delitto.
Le carte arrivano infine ad Antonio Ingroia. Dopo dieci anni di indagini il Pm siciliano riesce a trovare la prova definitiva. La traccia è in un bossolo esploso la notte del 26 settembre del 1988.Un segno inequivocabile: quel colpo è stato esploso da una pistola di mafia.
di A. Fabio da Perugia

venerdì 13 giugno 2008

TORINO, OPERAIO URTA CAVI ELETTRICI CON TRAPANO E RIMANE USTIONATO

Torino, 13 giu. - (Adnkronos) - Ancora infortuni sul lavoro nel torinese. Questa volta a rimanere gravemente ferito, in seguito a ustioni da folgoramento, e' stato un operaio di 32 anni di Fiorano Canavese che ha urtato con la punta del trapano un fascio di cavi elettrici ad alta tensione. L'incidente e' avvenuto a Sestriere dove l'uomo, dipendente di una ditta di manutenzione, stava svolgendo dei lavori in un'azienda che produce energia dal metano.

Stragi sul lavoro, altre tre vittime

ROMA (13 giugno) - La strage sul lavoro continua. Oggi altre tre morti: un operaio di 44 anni caduto da un'impalcatura a Termini Imerese, nel palermitano e . due operai a Settimo Milanese per il crollo di un'impalcatura. Un altro è gravemente ferito.

Operaio cade da impalcatura e muore. Un operaio di 44 anni è caduto da un'impalcatura morendo sul colpo. È accaduto intorno alle 9 a Termini Imerese, nel palermitano. L'uomo, Domenico Cagnina, originario di Trabia, è precipitato da un'altezza di circa tre metri. lavorava nella ditta Marini che aveva in appalto dall'Enel alcuni lavori nella centrale di Termini Imerese. Stava eseguendo dei lavori di manutenzione ai supporti meccanici, insieme ad altri colleghi. Sul posto c'era anche il figlio. L'operaio avrebbe concluso oggi il suo lavoro nella centrale Enel di Termini Imerese. Era era stato assunto con un contratto a termine che sarebbe scaduto alla fine dei lavori alla cosiddetta pompa alimento della centrale, in manutenzione da un paio di settimane.

Due morti a Settimo Milanese. Due operai sono morti e uno è rimasto ferito nel crollo di un'impalcatura a Settimo Milanese. I tre operai stavano lavorando in un cantiere edile in via Don Minzoni quando è crollata l'impalcatura.

Strage sul lavoro, morti sei operai in Sicilia

CATANIA (11 giugno) - Nuova tragedia sul lavoro: sei operai che lavoravano nel depuratore consortile di Mineo, a 35 km da Catania, sono morti mentre stavano pulendo il filtro dell'impianto. Esalazioni di sostanze tossiche sarebbero la causa della strage, ma si fanno anche altre ipotesi. Quattro di loro erano dipendenti comunali e gli altri due di un'azienda privata impegnata nei lavori di manutenzione del depuratore.I corpi dei sei lavoratori erano uno sopra l'altro, come se ognuno di loro avesse cercato di salvare il collega di lavoro, senza farcela. «Sono morti abbracciati uno con l'altro, quasi certamente nel tentativo di salvarsi a vicenda ; Un atto di generosità che purtroppo non è servito a nulla.

sabato 7 giugno 2008

BRASILE: INTERVENTO PER CAMBIO SESSO SARA' A CARICO DELLO STATO

Brasilia, 6 giu. - (Adnkronos/Dpa) - Il governo brasiliano coprira' le spese degli interventi chirurgici per cambiare sesso. E' quanto riportano i media locali, citando l'annuncio del presidente Luiz Inacio Lula da Silva e del ministro della Sanita', Jose Gomes Temporao, in apertura della prima Conferenza nazionale di gay, lesbiche, bisessuali, travestiti e transessuali che si concludera' domenica prossima.

martedì 3 giugno 2008

LA CLASSIFICA degli EUROSTIPENDI PARLAMENTARI

L'aggancio delle retribuzioni a quelle dei parlamentari dei rispettivi Paesi di provenienza fa sì che acuni eurodeputati ricevano attualmente dodici mensilità, alcuni tredici e altri quattordici. Per uniformare i salari, si è scelto di riportare i guadagni annuali secondo i dati pubblicati da Times. Ne risulta che un eurodeputato italiano percepisce in un mese (12.007,03 euro) quasi quanto un lèttone prende in un anno.

Italia 144.084,36 euro
Austria 106.583,40
Olanda 86.125,56
Germania 84.108
Irlanda 82.065,96
Gran Bretagna 81.600 euro
Belgio 72.017,52
Danimarca 69.264
Grecia 68.575
Lussemburgo 66.432,60
Francia 62.779,44 euro
Finlandia 59.640
Svezia 57.000
Slovenia 50.400
Cipro 48.960
Portogallo 41.387,64
Spagna 35.051,90
Slovacchia 25.920 euro
Rep. Ceca 24.180
Estonia 23.064
Malta 15.768
Lituania 14.196
Lettonia 12.900
Ungheria 9.132
Polonia 7.369,70 euro